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IL BUON PESCE DI CASA NOSTRA: SANO, BUONO, SICURO E LIBERO

I Nostri Pesci

Agritrutta


trota-fario Trota iridea Salmerino di fonte Storione siberiano Gambero di fiume Anguilla

Trota fario (Salmo trutta)

Vive nelle acque fresche di montagna che non superino i 18°C; diversamente potrebbe soffrire. Si può trovare fino ai 2500 metri. Di giorno rimane nascosta all’ombra delle sponde, nelle cavità, nelle fessure delle rocce, con il capo controcorrente, per guizzare pronta in avanti, soltanto quando le passa davanti una preda. Si nutre di insetti, vermi, girini, pesciolini e non risparmia nemmeno quelli della sua stirpe. Assieme alla marmorata è l’unica trota autoctona italiana.

Trota iridea (Oncorinchus mykiss)

Originaria del Nord America, è stata introdotta nelle nostre acque verso la fine del secolo scorso. L’iridea è più resistente della fario, tollera acque con temperature più elevate e con valori d'ossigeno minori. Può raggiungere gli otto chilogrammi di peso e la sua alimentazione può dirsi onnivora. D'indole meno pigra e diffidente della fario, spesso si avvicina anche agli stivali dei pescatori.

Salmerino di fonte (Salvelinus fontinalis)

Arriva dal Nord America, versante atlantico. E’ simile alla trota sebbene il corpo nel complesso sia più tondeggiante con testa più massiccia. Il muso è arrotondato con la bocca ampia e armata di denti ricurvi disposti sulle mascelle e sulla lingua. La colorazione è piuttosto uniforme, tendente al bruno o al grigio piombo. Sui fianchi e sul dorso sono presenti delle piccole macchioline giallastre o color crema, la pinna dorsale è priva di macchie. Le pinne ventrali, pettorali e anale sono di color giallo carico o arancione, con il bordo orlato di bianco; la disposizione è la stessa di quella della fario. Per molti è il pesce d’acqua dolce dalla carne più prelibata.

Storione siberiano (Acipenser baeri)

Questo particolarissimo pesce, immutato da milioni di anni, abita i freddi fiumi siberiani, ed occasionalmente anche le acque più salate dei mari artici. Può essere considerato ai fini alimentari come “lo spada” d’acqua dolce. Le sue uova opportunamente trattate danno origine al rinomato caviale. Si nutre di piccoli crostacei ed alghe e la sua bocca è priva di denti. Vive strisciando il fondo del torrente grazie al ventre piatto.

Gambero di fiume (Astacus leptodactylus)

Detto anche gambero turco, è quasi sparito dai fiumi italiani poiché estremamente sensibile all’inquinamento. La sua origine è del mar Caspio, ma attualmente è considerata una specie autoctona. Si presenta di colore verde grigio che passa al rosso in cottura.

Anguilla (Anguilla anguilla)

L’anguilla presenta un corpo serpentiforme, la cui lunghezza può raggiungere i 140 cm. La colorazione varia con la maturità dell’animale: “anguilla gialla” nella fase immatura, “anguilla argentea” nell’età matura. In autunno inizia una delle più incredibili migrazioni del mondo animale, durante la quale le anguille completano lo sviluppo sessuale: scendono i fiumi, raggiungono le coste e, non si sa esattamente attraverso quali percorsi intermedi, raggiungono il Mar dei Sargassi (Atlantico occidentale), dove depongono le uova in primavera e all’inizio dell’estate. Sembra che le anguille muoiano dopo la deposizione. Le giovani larve trasparenti (leptocefali) tornano verso l’Europa e l’Africa settentrionale lasciandosi trasportare alla deriva dalla corrente. Durante questa fase della migrazione il leptocefalo prende la forma dell’anguilla, ma rimane trasparente. Raggiunte le acque costiere risale i fiumi. Dopo circa 10-12 anni nell’acqua dolce, l’anguilla argentea scende verso il mare per completare il suo ciclo di vita con la deposizione delle uova. L’anguilla gialla, della quale si conoscono maggiormente le abitudini, è attiva principalmente di notte, e si nutre di animali che popolano il fondo (crostacei, vermi ed altri invertebrati) e anche di pesci.